Anche patologie dentali (carie, gengivite), gravidanza (salivazione durante la gravidanza) o carenza di vitamina B12 possono causare un’eccessiva salivazione. Se il fenomeno persiste, una semplice visita medica può aiutare a determinarne la causa.
Soluzioni delicate… e altre soluzioni più mirate
Ecco alcuni consigli per aiutarti a goderti notti più asciutte:
Dormire sulla schiena: richiede un po’ di pratica, ma i risultati sono visibili rapidamente. Idratazione regolare, pasti leggeri la sera e una fetta di limone prima di andare a letto (attenzione allo smalto dei denti).
Paradenti e apparecchi ortodontici: per bruxismo o lieve apnea notturna.
Botox o intervento chirurgico: trattamenti rari, ma a volte offerti in casi molto specifici.
Quando consultare un medico?
Se la salivazione diventa fastidiosa – cuscino bagnato, dolore alla bocca, bruciore di stomaco, disturbi del linguaggio o del sonno – è essenziale una visita medica. Uno specialista può formulare una diagnosi accurata e suggerire una soluzione su misura per la tua situazione.
Il sonno è essenziale… può anche essere secco.
Ti è mai capitato di svegliarti con una macchia umida sulla federa del cuscino? Quel piccolo rivolo di saliva notturna può farti sorridere… o rabbrividire, soprattutto quando sei fuori casa. Dovresti preoccuparti? Non necessariamente. Sebbene spesso innocuo, questo fenomeno può rivelare alcune verità sorprendenti sulla tua salute. E se il tuo corpo stesse cercando di inviarti un messaggio durante la notte?
Dormire con la bocca aperta: un’abitudine a cui fare attenzione
Dormi a pancia in giù o su un fianco? Questa è spesso la prima spiegazione per quelle notti “umide”. Nella posizione laterale, la gravità favorisce il flusso di saliva, soprattutto se la bocca è leggermente aperta – un fenomeno comune in caso di naso chiuso (raffreddore, allergie stagionali, ecc.). Cambiare posizione può migliorare la situazione.
Farmaci e salivazione: un effetto collaterale poco noto
Alcuni farmaci possono aumentare la produzione di saliva, inclusi sedativi, antipsicotici, antibiotici e persino ibuprofene. Ciò non significa che dovresti interrompere l’assunzione del farmaco, ma parlare con il tuo medico potrebbe aiutarti a modificare la dose o a prendere in considerazione altre opzioni più tollerabili.
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